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La storia di questa singolare cittadina risale
alla seconda metà del XVI secolo, quando, piccolo feudo sotto
il dominio degli Acquaviva, Conti di Conversano, cominciò a
popolarsi di contadini che resero la Selva' (così denominata)
fertile. I Conti autorizzarono i coloni a costruire le abitazioni
a secco, in modo da poter essere diruite in caso d'ispezione regia,
poichè la nascita di un agglomerato urbano esigeva il pagamento
del tributo secondo la 'Prammatica de Baronibus'; con l'astuta proposta
si evitava il balzello.
Iniziò così ad espandersi un paese abusivo fatto di
case non dichiarate e di abitanti non riconosciuti da nessun ufficio
anagrafe, insomma inizia per gli Alberobellesi un periodo di vera
schiavitù feudale. Infatti i Conti, oltre ad essere i padroni
di tutto il territorio, divennero i padroni indiscussi anche degli
abitanti, i quali, non potendo ricevere aiuto da nessuno in quanto
mai esistiti, erano vittime di ogni sopruso e tragedia.
Questa schiavitù durerà fino al 1797 anno in cui sette
Alberobellesi, chiamati in seguito I Sette Liberatori Della Selva,
riuscirono ad incontrare il re Ferdinando IV ed ottenere finalmente
il riconoscimento come paese Regia e dal quel momento cambiò
il sistema di vita e di costruzione dei trulli, infatti la prima casa
che venne eretta dopo la liberazione fu realizzata con lo stesso materiale,
ma per la prima volta fu usato il bolo cioè un legamento argilloso
che permetterà alla casa di essere molto più solida,
comodo e non sottoposto più a crolli per non pagare le tasse.
Questa casa si può visitare e si chiama Casa D’Amore
riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio Mondiale per l’enorme
importanza che racchiude per questo paese: L’emblema della Liberazione
Dalla Schiavitù Feudale.